Prodotti

I prodotti anticaduta di G.F. Sicurezza si dividono in due macro-aree come i sistemi di protezione collettiva e i dispositivi di ancoraggio ai quali poi collegare i DPI.

I sistemi di protezione collettiva sono i parapetti e le passerelle dove non vi è un numero massimo di utilizzatori.

I dispositivi di ancoraggio sono linee vita, punti di ancoraggio singoli, binari di sicurezza e le gru negli ambienti confinati.

Per la sicurezza ci sono le scale anticaduta per l’accesso in copertura e i DPI per la protezione individuale.

 

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  • Il binario di sicurezza è un dispositivo anticaduta versatile che utilizza carrelli o ceste differenti, per far parte di un sistema a trattenuta o ad arresto caduta, oppure come supporto per lavori in sospensione in corda doppia.

    Il binario ha un profilo estruso in lega d’alluminio che garantisce al prodotto leggerezza, resistenza alla corrosione e agli agenti atmosferici e una resistenza meccanica adeguata ai diversi utilizzi possibili. Il binario si installa fissando alla struttura supporti a soffitto o a parete e, per l’utilizzo come dispositivo anticaduta, e necessario che l’operatore si connetta col proprio DPI al carrello ad alto scorrimento.

    Nel caso di utilizzo per lavori in sospensione, le staffe di fissaggio sono da posizionare ogni 6,00 m e il binario e omologato per l’utilizzo da parte di 3 operatori, mentre per l’uso con ceste, l’interasse tra i supporti si riduce a 3m.

    Il dispositivo di ancoraggio considera diverse norme tecniche, in funzione dei possibili utilizzi: EN 795:2012 Tipo D, come dispositivo contro le cadute dall’alto adatto ai lavori in sospensione; EN 1808 “Piattaforme sospese a livelli variabili” per l’uso con ceste. Risponde inoltre ai criteri Atex per l’utilizzo in ambienti esplosivi, come da certificazione TUV in conformità della direttiva 94/9/CE e alle norme EN 13463- 5:2007, EN 13463-1:2009 classe II cat.2. È utilizzabile anche in zona 1 per atmosfere esplosive a base di polvere e a base di gas (gruppo IIA, IIB, IIC).

  • DPI

    Per dispositivi di protezione individuale, DPI, ci si riferisce a tutte quelle attrezzature o strumentazioni destinate a essere indossate o comunque portare appresso dal lavoratore al fine di proteggerlo dai rischi che le mansioni svolte dalla sua attività comportano, concetto del resto molto bene espresso dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, il D. Lgs. 81/08, che all’art. 74 comma 1, riporta: qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

    Un dispositivo di protezione individuale non può essere carente su alcune delle seguenti caratteristiche strutturali: comfort, ergonomia, innocuità e solidità, e tutti devono rispondere perfettamente agli stress test e rientrare negli standard previsti dalla normativa europea in fatto di collaudo delle strumentazioni da lavoro.

    Vengono considerati DPI anche le Linee vita temporanee a cinghia complete di sacca di trasporto, cricchetto e 2 moschettoni per il fissaggio. Conforme alla norma EN 795 Classe B. Omologata da 1 a 3 operatori ideale per lavorare in sicurezza sulle coperture dove non è installato alcun tipo di sistema anticaduta.

  • La linea vita o linee vita (secondo la norma UNI EN 795) è un insieme di ancoraggi posti in quota sulle coperture alla quale si agganciano gli operatori tramite imbracature e relativi cordini. Le linee vite vengono installate obbligatoriamente sulle coperture dei nuovi edifici e anche di edifici già esistenti, in modo stabile, per la loro manutenzione futura, a seguito di una normativa attualmente adottata solo da alcune regioni italiane, ma che a breve verrà recepita da tutte le regioni. (Decreto legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 – “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” – Art. 115 “Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto”):

    “I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi molto elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto e ad altri gravi infortuni sul lavoro. Ogni responsabile di un immobile (amministratore condominiale o proprietario) o il datore di lavoro, dirigenti e preposti possono essere coinvolti in azioni penali e civili qualora emergano violazioni o deficienze nei riguardi delle normative vigenti in merito alla protezione dei lavori in quota. Le linee vita di tipo stabile (secondo la norma UNI EN 795) sono costituite da un insieme di ancoraggi posti in quota sulle coperture alle quali si agganciano gli operatori tramite imbracature e relativi cordini. Esse vengono installate sulle coperture dei nuovi edifici per la loro manutenzione e per la manutenzione periodica di eventuali impianti o coperture fotovoltaiche, a seguito di una normativa nazionale attualmente adottata solo da alcune regioni italiane tra cui l’Emilia-Romagna.”

  • I nostri parapetti costituiscono un sistema di protezione collettiva, ed inoltre rispondono tutti alla norma EN ISO 14122-3:2003 con la possibilità di essere installati a servizio di coperture con pendenza massima pari a 10°.

    L’intera gamma è realizzata in lega di alluminio pressofusa e l’assemblaggio dei componenti avviene mediante viteria in acciaio inox.

    All’interno della gamma sono disponibili diverse tipologie di prodotto:

      • Autoportante. Questo parapetto permette di posizionare gli impianti senza bisogno di forare la copertura, evitando problemi di infiltrazioni. L’autoportante è disponibile con montanti dritti é costituito da montanti e traversi in alluminio fissati ad apposite basi collegati a dei blocchetti e la composizione tipo è montante + bracco orizzontale + blocchetto in cls ogni 150 cm, corrimano in sommità ad altezza dal piano di calpestio pari a 110 cm, traverso in modo che la distanza tra questo e il corrimano non superi i 50 cm.
      • Fissaggio in piano, laterale e sottocopertina. L’impianto è costituito da estrusioni di alluminio e da pressofusioni d’alluminio per le basi e gli elementi di raccordo che consentono, oltre che la giunzione tra elementi verticali e orizzontali, il superamento di dislivelli e cambi di direzione orizzontali. I montanti sono disposti ogni 150cm, mentre lo spazio tra i profili orizzontali non deve superare i 50cm. Per tale motivo è indispensabile conoscere la conformazione della struttura su cui si monterà il parapetto.
      • Fissaggio a manti di copertura metallici. Sono Parapetti specifici dove i supporti sono fissati in parallelo o in perpendicolare alle onde della copertura in acciaio tramite viti autofilettanti, tenuta è garantita da un nastro di sigillatura specifica.

     

    TUTTI I PARAPETTI DELLA NOSTRA GAMMA POSSONO ESSERE REALIZZATI NELLA VERSIONE INCLINATA 30° E RECLINABILE.

     

     

  • Le nostre passerelle costituiscono un sistema di protezione collettiva, ed inoltre rispondono tutte alla norma EN ISO 14122-2:2010.

    L’intera gamma è realizzata in alluminio e l’assemblaggio dei componenti avviene mediante viteria in acciaio inox.

    Si possono adattare a qualsiasi zona di lavoro in cui si deve realizzare un transito sicuro; la leggerezza e la duttilità del sistema consentono di realizzare installazioni pratiche e veloci.

    Le passerelle possono essere corredate da parapetti laterali e scale realizzando così un sistema di protezione collettiva completo.

    Passerelle di Scavalco

    Fra le soluzioni più interessanti e particolari che proponiamo ci sono le passerelle di scavalco che sono composte dall’unione di tratti di scala e tratti di passerella, che normalmente si utilizzano per lo scavalco di  impianti, tubazioni, cambi di altezze o superamento di zone ove sono presenti particolari rischi.

    Ogni passerella di scavalco viene progettata dal nostro studio tecnico e realizzata ad hoc secondo le esigenze e realizzata totalmente in lega di alluminio pressofusa.

    La passerella di scavalco è un Sistema di anticaduta collettiva conforme alla norma EN ISO 14122-3:2010

     

  • I punti di ancoraggio sono elementi a cui un DPI può essere applicato direttamente.

    Tutti gli ancoraggi usati con lo scopo specifico di proteggere dai rischi di caduta dall’alto devono essere conformi alla norma UNI-EN 795:2012 tipo A.

    La nostra gamma di punti di ancoraggio si differenzia in base alle tipologie di applicazione:

    • Ancoraggi destinati ad essere fissati a strutture verticali e orizzontali (mono/ bi-ancoraggio ancorato a parete o a pavimento)
    • Ancoraggi destinati ad essere fissati alle strutture portanti inclinate (ancoraggio sottocoppo/sottotegola)
    • Ancoraggi destinati a zone di lavoro piane realizzati mediante zavorre (ancoraggio a corpo morto)

     

    Tutti i punti di ancoraggio consentono l’applicazione sicura di uno o due operatori contemporaneamente in funzione del prodotto scelto.

  • GF Sicurezza mette a disposizione di tutte le aziende un servizio completo di noleggio e di installazione di reti anticaduta tipo “S”. Tali reti vengono utilizzate per scopi di protezione e di sicurezza in vari contesti: per esempio, nei cantieri edili e nei lavori di montaggio. Si tratta di dispositivi che servono ad arrestare la caduta di oggetti e, soprattutto, persone, favorendone l’incolumità in caso di inconvenienti.

    L’installazione di reti anticaduta è obbligatoria per legge, e permette agli operatori di godere della massima libertà di azione, senza essere vincolati nei movimenti. Nel caso in cui una persona dovesse cadere dall’alto, l’impatto viene ammortizzato in virtù della notevole deformabilità del dispositivo, così che l’insorgere di lesioni venga evitato o, comunque, ridotto al minimo. Di solito, le reti anticaduta sono realizzate con un materiale particolare, il polipropilene multifilamento, che è idrorepellente e annodato ad alta tenacità. Vengono, inoltre, fornite con i sigilli di identificazione del prodotto e con tutte le certificazioni del caso.

    Tra le normative di riferimento in questo ambito ci sono la UNI EN 13374: 2004 e la UNI EN 1263-2: 2003 e per l’installazione di reti anticaduta e per il noleggio di una rete anticaduta si può fare sicuro affidamento sui servizi e sulla professionalità di GF Sicurezza, avendo la certezza di avere a che fare con un team di lavoro esperto, competente e altamente qualificato, in grado di individuare e adottare le soluzioni più idonee a ogni situazione.

  • Le scale anticaduta possono essere scale con gabbia dette anche “alla marinara” o scale con binario integrato.

    La scala con gabbia o “alla marinara”, progettata e costruita secondo quanto disposto dall’art. 113 del D.Lgs. 09/04/2008 n° 81 il cui comma 2, è una scala fissa a pioli in grado di permettere la salita dell’operatore in una copertura.
    Le scale a pioli di altezza superiore a 3.00 m fissate su pareti o incastellature verticali o aventi un’inclinazione superiore a 75 gradi, devono essere provviste, a partire da 2,50 m dal pavimento, di una solida gabbia metallica di protezione avente maglie o aperture di ampiezza tale da impedire la caduta accidentale della persona verso l’esterno.
    La parete della gabbia opposta al piano dei pioli non deve distare da questi più di cm 60. I pioli devono distare almeno 15 centimetri dalla parete alla quale sono applicati o alla quale la scala è fissata.

    Le scala con Binario è conforme alla norma EN 353-1:2002 che tratta i dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida. Ha un sistema anticaduta integrato. Uno dei montanti ospita un binario sul quale scorre un apposito carrellino con dispositivo di bloccaggio in caso di caduta. Interamente in alluminio, si utilizza per applicazioni di tipo verticale e si fissa in modo permanente alla struttura dell’edificio.
    La scala è certificata per l’utilizzo da parte di due operatori simultaneamente con una distanza tra le due persone di 3,00 m dotati di apposito carrello. Il carrello di scorrimento con dispositivo di bloccaggio è dotato di appositi cuscinetti che scorrono sulla guida integrata nel montante. La navetta è dotata di assorbitore di energia seconda la EN 355:20013 da connettere all’attacco sternale dell’imbracatura.

  • Per “spazi confinati” si intendono quegli spazi circoscritti, caratterizzati da limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole.
    Ambienti in cui può verificarsi un evento incidentale importante, che può portare ad un infortunio grave o mortale, in presenza di agenti chimici pericolosi (ad esempio, gas, vapori, polveri).

    Alcuni ambienti confinati sono facilmente identificabili come tali, in quanto la limitazione legata alle aperture di accesso e alla ventilazione sono ben evidenti e/o la presenza di agenti chimici pericolosi è nota. (es. serbatoi si stoccaggio, silos, recipienti di reazione, fogne, fosse biologiche, etc.)

    Tutti questi spazi confinati prevedono una messa in sicurezza per un eventuale primo soccorso attraverso sollevatori, abbigliamento, maschere e quant’altro.

    Le attrezzature nel nostro catalogo son composte da vari modelli di Gru di recupero e i tripodi che nascono per permettere di lavorare in sicurezza durante le fasi di discesa e stazionamento all’interno di ambienti confinati. L’utilizzo dei tripodi movibili può essere configurato in luoghi con accesso verticale preferibilmente posizionati su un piano di calpestio pianeggiante come ad esempio tombini su strada, silos interrati.

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